In occasione del Salone del Libro del 2001 a Torino, ho avuto l'occasione di intervistare per Radio Città Futura lo scrittore inglese Jonathan Coe, una delle figure di riferimento della narrativa contemporanea europea
Capita spesso, con i suoi libri, che la realtà sconfini nella finzione letteraria. Tanto da depistare il lettore, come nel caso di Salvatore Ortese, il fantomatico regista siciliano neo-realista de “La casa del sonno” che in realtà non esiste e di cui molti lettori hanno controllato l’esistenza…
Lo scopo principale dell’autore è quello di giocare con le aspettative dei lettori, che sono come dei pesci all’esca che vengono stuzzicati nel modo più piacevole possibile, di modo che il lettore venga continuamente messo in stato di intrigo e di curiosità, che è esattamente il meccanismo grazie al quale il lettore va avanti a leggere.
Ne “La famiglia Winshaw” traccia un quadro molto pesante del tatcherismo: in quale suo aspetto è stato così dannoso per il Regno Unito?
Dieci anni dopo la fine di quegli anni (che è cosa ben diversa dal dire dalla fine del tatcherismo, che è continuato anche dopo) quello che mi deprime di più è forse che gli orizzonti e la mentalità culturale e spirituale dell’Inghilterra che ne è venuta fuori siano molto ristretti. Non applicano un punto di vista alternativo, non vengono messi in valore l’arte e la cultura. Non penso tra l’altro che Margaret Tatcher fosse personalmente avida, anzi credo che da alcuni punti di vista fosse una statista capace ed ammirevole. Non si rendeva conto, però, delle forze che la sua politica scatenava.I personaggi dell famiglia Winshaw sembrano esattamente questo, coiè degli animali, avidi, selvatici a cui sono state aperte le porte e noi tutti ne paghiamo le conseguenze.
Cosa si aspettava invece dal governo di Tony Blair, e in cosa è stato disatteso?
Credo che tutti, sia a sinistra che in centro, si aspettassero sostanzialmente una virata. Allontanandosi dalla privatizzazione in generale, andando verso il pubblico, sia nei trasporti, che nella sanità e nell’istruzione.
E questo non è successo, anche se Blair dice di si, fornendo delle statistiche che lo provano. Ma è sufficiente usare i propri occhi, oppure prendere un treno da Londra a Birmingham, oppure andare in un ospedale per rendersi conto che in realtà di cambiamenti non ce ne sono stati.
C’è anche da dire, come sottolinea Tony Blair, che i tories sono stati al governo per ben 18 anni, mentre lui c’è solamente da quattro. Sicuramente ci vuole più tempo per invertire i trend che sono stati messi in atto dal governo precedente. Chiede agli elettori il beneficio del dubbio, promettendo che le cose miglioreranno senz’altro nei prossimi quattro anni, e il suo elettorato questa opportunità glila darà perché in fondo ritiene
che sia una persona sincera. Si, certo, alcuni suoi atteggiamenti possono essere irritanti, lui si atteggia un po’ a vicario del paese, ma fondamentalmente il suo elettorato crede in lui. Mi chiedo se tutte le cose che ho detto di Tony Blair vengano registrate e mandate ai servizi segreti in Inghilterra, se così fosse….CIAOO SERVIZI SEGRETI!!!!!!
I finali dei suoi libri sono molto diversi: i delitti ripetuti de”La famiglia Winshaw”, l’enigmatico ritorno di Robert ne “La casa del sonno”. Affronta ogni nuovo libro con un mood diverso?
Io non credo che il finale de “la casa del sonno” sia così chiuso, però tutti pensano di sì, quindi probabilmente mi sbaglio io. L’unica cosa che varei potuto fare è scrivere “Robert e Sarah vissero felici e contenti per sempre”, ma non penso fosse proprio necessario. se posso permettermi un pochino di vanità dell’autore , devo dire che sono molto fiero dei miei finali, e in particolar modo del finale de “la famiglia Winshaw” e de “La casa del sonno” . Questo mio esserne fiero viene però sempre deluso da tutti quelli che vengono da me e mi dicono che l’unica cosa che non amano dei miei libri è proprio il finale, e quindi probabilmente c’è qualcosa di sbagliato e le mie intenzioni non corrispondono al risultato presso i miei lettori.
probabilmente arrivati alla fine del romanzo si soffre molto…
Il tipo di finale che preferisco è un finale circolare, che è quello che succede ne La famiglia Winshaw dove la prima frase è anche l’ultima frase. Mi rendo conto che questo generi un sentimento terribile, nel senso che dopo tutto quello che il personaggio di Michael Owen attraversa durante il libro, il lettore si rende conto che i Winshaw sono ancora al potere e dopo tutto quello che è successo ci si ritrova come all’inizio.
Invece il nuovo romanzo, The Rotter’s club”, che è uscito in Inghilterra e sta per essere pubblicato in Italia da Feltrinelli, il cui seguito si intitola “The closed circle”, inizia con due personaggi, che ci sono solo all’inizio e che poi scompaiono, che parlano insieme nella von zentrum tower di Berlino. Anche qui la struttura è circolare, ma in chiave speranzosa. Il senso di questa narrativa è che si può rixominciare da capo senza però ripetere gli stessi errori e avendone tratto una lezione. La struttura è simile ma vista in chiave completamente diversa.
Cos’è che ama e che odia di più negli altri scrittori?
Mi piace il senso dell’umorismo, la generosità nei confronti dei personaggi, mi piace che gioco e divertimento convivano in maniera estrema al dolore. Queste sono le cose che mi piacciono. Non mi piace la presunzione, non mi piacciono gli scrittori convinti che le loro idee o il loro stile siano talmente alti che non necessitano di raccontare una storia, (questa è una cosa che mi manda veramente in bestia), non mi piacciono gli scrittori che continuano a scrivere lo stesso libro, credo che una volta sia sufficiente.
Jonathan Coe è nato a Birmingham nel 1961, si è laureato a Cambridge e Warwick, vive a Londra.Oltre ad essere uno scrittore di successo è anche un critico cinematografico. Ha scritto due biografie, una di James Stewart e l'altra di Humphrey Bogart; nel 1989 ha fatto parte della giuria del festival di Venezia. Ha scritto i seguenti romanzi: The Accidental Woman (1985), A Touch of Love (1987), pubblicato da Feltrinelli nel 2000 con il titolo di "L'amore non guasta", The Dwarwes of Death, pubblicato in Italia da Polillo con il titolo "Questa notte mi ha aperto gli occhi"."La Famiglia Winshaw" (1995) con cui ha vinto in Francia il premio come miglior libro straniero e "La casa del sonno" (1998), entrambi pubblicati in Italia da Feltrinelli. Ha pubblicato inoltre "La banda dei brocchi" (2001) e "Il circolo chiuso" (2005)