Nel corso della seconda metà degli anni ’90 il post-rock è stato probabilmente il fenomeno musicale di punta, coinvolgendo sulla scena di Chicago artisti di diversa estrazione, come Jim O’Rourke, John McEntire, gruppi come gli Stereolab, i Gastr del Sol, i Sea and the Cake.
Tanto per delimitare l’argomento diamo una città (Chicago), un’etichetta (la Thrill Jockey) e una formazione, i Tortoise.
Correva l’anno 1998 quando uscì il loro terzo album, TNT che delimitava un’era: per la prima volta potevi ascoltare (nello stesso brano!) atmosfere alla Steve Reich, allusioni alle colonne sonore di Morricone, richiami zappiani, senza che il magico filo che reggeva il pezzo ne fosse compromesso.
Accusati di fare musica un tantino autistica, eccessivamente minimalista, a loro rimane comunque il merito di avere abbattuto varie frontiere di genere. E di aver sintetizzato, da bravi alchimisti, il tutto nella loro musica strumentale.
Ancor prima di sapere cosa c’è dentro, basti guardare il packaging. Una tenue gradazione di grigi rappresenta, in copertina, un tunnel cittadino. Prime suggestioni di lande metropolitane, osservate attraverso il finestrino posteriore di un’auto in movimento. La fotografia è dello svizzero Arnold Odermatt, poliziotto in pensione.
Ma iniziamo ad esaminarne il contenuto e ad aprire bene le orecchie...
Inizia una languida linea di chitarra acustica sola che fa pensare a John Fahey, ma archi e marimba sono in agguato…il basso modula continuamente tra armonie e ritmica.
Il perno di tutto il materiale ruota attorno al loro album cult Rhythms, Revolution and Clusters (1995), arrivato troppo tardi per essere pubblicato e “salvato” da un DAT in circolazione.
Ascoltando e riascoltando si moltiplicano i labirinti sonori, i riferimenti e le atmosfere da notti metropolitane à la page.
E poi il DVD, con tutti i loro video, varie clip e brani di loro esibizioni dal vivo. Da non perdere.
(Thrill Jockey) Released
categoria:post-rock, tortoise



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