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33 anni, grafico editoriale. Romano d'adozione, si sposta con un'automobile che evoca gli anni di piombo ed è appassioanto di musica popolare brasiliana.

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lunedì, 18 dicembre 2006
cover_pascale2

Seguo da qualche anno il percorso letterario dello scrittore Antonio Pascale. Come lo definisce “L’Espresso”, Pascale è insieme uno scrittore realista e un narratore immaginativo. Con il suo debutto, “La città distratta”, riuscì a rivelare l’essenza antropologica la sua città, Caserta,  con lucidità e passione.

Mentre esce, proprio in questi giorni, la sua ultima fatica “S’è fatta ora” (Minimum Fax), ho acquistato e letto La manutenzione degli affetti, una sua raccolta di racconti del 2003, ora ripubblicata da Einaudi in edizione tascabile con l’aggiunta di tre nuovi episodi.
I personaggi di Pascale si muovono consumando i loro piccoli e grandi traumi esistenziali in perenne connessione con il loro tessuto sociale. Da piccoli dettagli del loro quotidiano ricaviamo grandi spunti di riflessione. Basti citare “Spettabile ministero”, interamente dedicato alla grama quotidianità di due giovani “statali” campani emigrati nella capitale. La Prenestina è il luogo centrale della narrazione e primo approdo per molti studenti e lavoratori che si inseriscono timidamente nella routine metropolitana. Siamo a Roma, ma potrebbe trattarsi di una delle tante periferie urbane del nostro paese. I posti in cui i sapori e i colori della campagna lasciano lo spazio al frastuono incolore della modernità. Un libro amaro, insomma, ma non è avaro di ironia tagliente nei confronti del ceto medio, quell’italietta che si arricchisce e si costruisce una gabbia di  status symbol dentro la quale si rinchiude: l’hi-tech, le auto, le case.

A dare maggiore realismo alla sua prosa c’è un linguaggio preso dalla strada, con inserti di parlata casertana, che danno alla sua scrittura un che di indolente. Di chi si ferma ad analizzare i dettagli per capire l’insieme. Una serie di racconti in cui i vari personaggi si intrecciano, quasi a formare un romanzo.

postato da: margallo alle ore dicembre 18, 2006 02:12 | Link | commenti
categoria:libri, racconti, antonio pascale
martedì, 05 dicembre 2006

Ah!’gnore mà
ca jì me la recòrde bbone
l’òmmene de la terre

Faccia gialle
da lu trencìate forte
piace il vino
zùppra il contadino
e verso sera
cala la calòmme
sotto il petelìvo
triste ce s’addòrme


(Da "Badallà", 2006)

naa_dario_05
Per la formazione abruzzese dei Nuova Agricola Associazione il 2006 è stato un anno denso di impegni: hanno pubblicato il loro primo “vero” album (Nuova Agricola Associazione, Radici Musicali, 2006), hanno svolto una massiccia attività concertistica in Abruzzo (e non solo),  e hanno inserito nel loro organico il tastierista Giacomo Salario.
A premiare l’impegno e la costanza degli “agricoli”, arriva una nomination di quelle che contano. “Badallà”, canzone che apre il loro ultimo lavoro, è stata nominata finalista per la categoria “World fusion” dell’Indipendent Music Award (IMA). Insomma, il progetto dei Nuova Agricola esce (e non per la prima volta) dai confini nazionali, e arriva molto in alto: un riconoscimento che valuta soprattutto il tentativo di miscelare la tradizione popolare abruzzese agli stimoli della contemporaneità.
Intanto, sabato 9 dicembre, la NAA sarà al
Maharaja di Pescara per il concerto che sancisce il loro ritorno per la stagione invernale.

Per chi volesse, è possibile votare per loro cliccando sul link e seguendo le istruzioni

Nuova Agricola Associazione
sabato 9 dicembre
MAHARAJA CLUB
Info 320/8184772•328/9428625
Via del porto 16 • PESCARA

postato da: margallo alle ore dicembre 05, 2006 20:55 | Link | commenti
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