Chi sono
Utente: margallo

33 anni, grafico editoriale. Romano d'adozione, si sposta con un'automobile che evoca gli anni di piombo ed è appassioanto di musica popolare brasiliana.

Commenti recenti
Facebook
UN Climate Change Conference
Gallery
Sardinia 2009
archivio
Categorie
Links
HotBooks

Jonathan Coe La casa del sonno Michel Houellebecq Estensione del dominio della lotta Tibor Fisher Sotto il culo della rana Javier Marias Domani nella battaglia pensa a me Ian McEwan L'amore fatale Jonathan Coe La famiglia Winshaw Jean Claude Izzo Casino Totale Albert Camus
Lo straniero Douglas Coupland Fidanzata in coma Elena Soprano Alice del pavimento Haruki Murakami La fine del mondo e il paese delle meraviglie Banana Yoshimoto Amrita Sandro Veronesi Venite venite B-52

Playlist

Miles Davis Kind of Blue The Beatles Abbey Road Genesis Nursery Crime The Police Sinchronicity Jethro Tull Stand Up Bill Evans Portrait in jazz Stevie Wonder Innervisions Tortoise TNT Joni Mitchell Hejira Bob Dylan Highway 61 Revisited Maria Pia De Vito Nauplia Sting Ten summoner's tales Fairport Convention Liege&Lief Steely Dan Pretzel logic King Crimson Discipline Peter Gabriel Peter Gabriel (I)Gilberto Gil Eletracustìco

bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder
mercoledì, 31 gennaio 2007
police
A quanto pare è ufficiale, la storica triade dei Police salirà di nuovo sul palco l'11 febbraio a Los Angeles per la consegna dei Grammy Award. E, già che ci siamo, si parla (ma non è ancora sicuro) di un calendario di prove e di un tour in Inghilterra.
Sting (al secolo Gordon Sumner), il chitarrista Andy Summer (da anni impegnato in campo jazz-fusion) ed il simpatico e spilungone Stewart Copeland (che si diverte a produrre e a suonare quando può) dunque, anche se per un periodo limitato, torneranno a suonare insieme. Da quello che si capisce, senza avere materiale "fresco" da lanciare. L'operazione si presenta senz'altro con una forte connotazione commerciale, visto che parallelamente alla "reunion", in occasione dei trent'anni dalla nascita della band, la A&M potrebbe pubblicare un'antologia di rari ed inediti.
Nonostante il marketing sia dietro l'angolo, tutto ciò non mancherà di risvegliare l'entusiasmo dei fan sparsi per tutto il mondo, che conservano gelosamente i vinili di "Outlandos d'Amour", piuttosto che di "Zenyatta Mondatta" o di "Synchronicity".
E, da quello che si intuisce, disposti a far follie pur di ascoltare live almeno per una volta il magico terzetto di "policemen".
postato da: margallo alle ore gennaio 31, 2007 12:02 | Link | commenti (1)
categoria:sting, the police
mercoledì, 17 gennaio 2007
di Maurita Cardone e Massimiliano De Ritis

Nella tradizione contadina e popolare d'Abruzzo non c'è santo la cui venerazione sia più diffusa e sentita dell'anacoreta Sant'Antonio Abate. Moltissimi i paesi abruzzesi che hanno eletto il Santo quale proprio patrono e che a lui dedicano feste e riti tra il 16 e il 17 gennaio. Protettore del raccolto e degli animali, Sant'Antonio è legato strettamente alla vita dei campi e allo scorrere delle stagioni e non è quindi un caso che la sua festa si celebri proprio a metà gennaio quando l'inverno si fa più rigido e campi e dispense sono vuoti. Il suo culto affonda le radici nella tradizione pagana e in quei riti propiziatori legati alla fertilità della terra intorno a cui da sempre si organizza il calendario della vita contadina. Nei molti paesi in cui ancora si svolgono festeggiamenti in onore del Santo è tradizione dare avvio alla festa con i canti di questua: gruppi di paesani girano di casa in casa cantando e recitando scene della vita del Santo per poi concludere chiedendo offerte in cibo e denaro. A San Valentino la tradizione della questua si affianca a quella de Lu Sbandimende, un'asta fatta con i prodotti raccolti con la questua. Processioni di questua si trovano ancora a Torricella Peligna, Lama dei Peligni, Gessopalena e quasi in ogni borgo della Majella. Il ricavato della questua serviva e serve per organizzare i festeggiamenti in onore del Santo di cui parte fondamentale è la cena che simbolicamente dà avvio al periodo del carnevale. Un tempo questa cena, aperta a tutti, era spesso l'unica occasione, in un periodo di ristrettezze, di mangiare abbondantemente.


S._AntonioIn molti paesi, soprattutto nella Marsica, si prepara una minestra a base di cereali cui tutti possono attingere. Una versione molto autentica della cena rituale si trova a Villavallelonga e Collelongo dove, oltre alla cottura delle fave nell'una, e del granturco nell'altra, è ancora viva la tradizione della lunga Panarda, una lauta cena collettiva che dura l'intera notte. A Scanno la tradizione vuole che sia la famiglia Di Rienzo a offrire questo pasto. Proprio di fronte al palazzo appartenente alla famiglia viene allestito un grosso calderone di rame pieno di sagne e ricotta da cui ognuno si serve riportando a casa un mestolino di minestra. Ma l'aspetto più folcloristico della festa sono certamente le Tentazioni, ovvero sacre rappresentazioni che raccontano la lotta tra Sant'Antonio e il diavolo. Queste rappresentazioni inizialmente erano incoraggiate come illustrazione didascalica della lotta tra le divinità pagane e quelle cristiane. L'uso popolare ne ha però distorto il senso trasformandole da discussioni teologiche in baruffe farsesche, in cui il diavolo tormenta il santo con piccoli dispetti. Le Tentazioni vengono spesso indicate tra gli antenati del teatro: in tempi in cui la Chiesa si opponeva alla recitazione come a una pratica demoniaca, rappresentare il demonio stesso e mettere in scena la vita del Santo era un modo per rispondere all'esigenza di teatralità da sempre diffusa a livello popolare. Nelle tematiche religiose e nell'accesa partecipazione del pubblico si trovava il pretesto per uno sfogo goliardico che non di rado era espressione del malcontento della popolazione nei confronti del potere dominante. Si tratta di un antenato umile, ma fondamentale per tracciare la genealogia del teatro europeo. A Trasacco queste messe in scena vengono dette li mascaritt. Ma diverse versioni delle Tentazioni vengono rappresentate un po' in tutto l'Abruzzo. Legata alla figura di Sant'Antonio è anche la simbologia del fuoco. Famose sono le scenografiche farchie di Fara Filiorum Petri. O anche di Roccamontepiano. Ad Ateleta si incendiano cataste di legna che punteggiano le vie e le piazze del paese, mentre a San Valentino, alla fine dei festeggiamenti, brucia la pupa, un fantoccio di cartapesta che rimanda alla simbologia della fecondità. Infine vale la pena notare che animale totemico di Sant'Antonio è il maiale, spesso presente nell'iconografia ai piedi dell'anacoreta. Se, infatti, per la tradizione popolare Sant'Antonio è protettore del maiale, per l'iconografia classica la bestia è invece simbolo del demonio, schiacciato sotto i piedi del Santo.

(Questo articolo è uscito nelle pagine abruzzesi de Il Tempo il 16 gennaio. Per chi volesse approfondire l'argomento, può leggere "In onore di Sand'Andonje", un accurato studio dell'etnomusicologo abruzzese Carlo Di Silvestre sui canti di questua. Un ringraziamento particolare va a Maurita Cardone)
postato da: margallo alle ore gennaio 17, 2007 01:38 | Link | commenti
categoria: