L’avvento della primavera coincide, per gli appassionati d’arte, ad una serie di mostre dislocate nelle principali città italiane cui è davvero difficile resistere. Tra queste va sicuramente menzionata Piero della Francesca e le corti italiane, che si apre il 31 marzo ad Arezzo e in alcuni centri della Valtiberina, tra Umbria e Toscana, dove il grande artista svolse la sua opera e dove ha lasciato numerose testimonianze del suo passaggio.

Il fulcro di questo straordinario appuntamento espositivo è il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo, dove saranno disponibili al pubblico un centinaio di opere del pittore di Borgo San Sepolcro (ricondotte nella sua terra per l’occasione da altri musei italiani e internazionali) e di alcuni maestri a lui coevi tra cui Domenico Veneziano, Fra Carnevale, Pisanello, Leon Battista Alberti e Rogier Van der Weyden e Pietro Perugino.
Oltre al percorso espositivo legato alle opere delle varie “corti”, è assolutamente necessaria una visita alla Cappella Bacci presso il Duomo di S.Francesco, dove è custodito il ciclo della Leggenda della Vera Croce. L’affresco di Piero, tra le opere più significative del Rinascimento, ha conosciuto un lungo restauro negli anni novanta, e potrà quindi essere ammirato in tutto il suo splendore.
Oltre ad Arezzo, la mostra si dipanerà in alcuni borghi della Valtiberina ricchi di storia come Monterchi e Sansepolcro.
Per chi volesse appagare oltre che la vista anche il palato, il percorso in Valtiberina può essere lo spunto per un viaggio tra i sapori che questa terra offre: dal casentino grigio (suino tipico di questa zona), all’olio, al tipico pane sciapo toscano.
Corre voce che nella stessa fornace in cui si cuocevano i mattoni per la cupola del Brunelleschi a Firenze, si infornava il peposo alla fornacina. Come dire: arte e buona tavola andavano d’accordo già da allora!
dal 31 marzo al 22 luglio 2007
Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo
Basilica di S.Francesco/cappella Bracci
Monterchi
San Sepolcro
info: www.mostrapierodellafrancesca.it
Call center: 0575.1840000
categoria:arezzo, piero della francesca




Con Neri Marcorè e Riccardo Pandolfi
Esiste tra Alba e Asti un luogo che oltre ad essere fisico è luogo della memoria. Nel cuore delle Langhe, in un’atmosfera che sembra uscita dalle pagine de La casa in collina di Pavese, ogni anno si ripete un rito ancestrale che celebra la fine dell’inverno, l’auspicio di fecondità della terra e contemporaneamente il ritrovarsi da parte della comunità. Stiamo parlando del Canté j’euv, alla lettera "Cantare le uova".
Correva l’anno 1996 quando ebbi il piacere di scoprire dal vivo la poesia degli