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33 anni, grafico editoriale. Romano d'adozione, si sposta con un'automobile che evoca gli anni di piombo ed è appassioanto di musica popolare brasiliana.

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giovedì, 24 maggio 2007
Dalle pagine di tutti i giornali, specializzati e non, avevamo letto negli ultimi giorni dell’ultimo lavoro di Paul McCartney, “Memory is almost full”. Un titolo semplice, ma eloquente come nella migliore delle tradizioni del nostro menestrello.
A quella che può definirsi sicuramente una veneranda età, McCartney non finisce mai di stupire.
Basta ascoltare il suo penultimo album “Chaos and creation in the backyard” per rendersi conto che la sua verve creativa ed il livello delle sue composizioni è tutt’altro che sceso.
Consumandoci nella curiosità di ascoltare l’ultimo cd, di imminente uscita, possiamo intanto consolarci con il video del singolo “Dance tonight”, realizzato dal regista visionario Michel Gondry (“Se mi lasci ti cancello, “L’arte del sogno”), che come al solito riesce a rendere magiche tutte le immagini su cui mette le mani, anche se tutta la scena si svolge tra quattro mura.
Il video è stato postato direttamente da Macca su Youtube (quando si dice l’intelligenza…) e basta poco per guardarselo con una certa soddisfazione.



postato da: margallo alle ore maggio 24, 2007 22:04 | Link | commenti (1)
categoria:mccartney
mercoledì, 16 maggio 2007
vetrina_musicUn piccolo break. Dopo giorni e giorni di ritmi frenetici e nuove sfide (se si può considerare una sfida l’intraprendere un’attività propria) riassaporo il piacere di scrivere qui, tra le righe di Black Market. E, per una volta, vorrei essere un po’ più autobiografico. Un po’ più blogger “normale”, che racconta i fatterelli suoi che poi diventano anche un po’ degli altri.

Non-notizia numero uno: nelle mie corde
Ho cambiato le corde della mia chitarra classica, che giaceva inanimata sul suo trespolo ormai da settimane, e che ogni tanto mi osservava cercando di impietosirmi. Ora ha una nuova vita, e soprattutto un bel suono!

Non-notizia numero due: il duo contronatura torna in Italia
Tutto è pronto per il concerto degli Steely Dan. Saremo con loro e per loro a Lucca, il 28 luglio. Una stagione che si annuncia incandescente dal punto di vista dei “concertoni” (Peter Gabriel, i Genesis, Pearl Jam, Bob Dylan), ma che dovrà fare i conti con le nostre esigue finanze, messe a dura prova da progetti di pseudo-vacanza e dall’incalzare dell’inflazione.

Non-notizia numero tre: Viva l’Italia!
E’ una cosa che vedo sempre più di frequente e sempre con maggiore inquietudine.
Metti una sera in tv, nel salotto buono e progressista del talk-show politico. Metti quattro cinque ospiti, un po’ di questa, un po’ di quella parte. E metti che vada in onda il classico servizio sul nepotismo, sulla mancanza di criteri di merito nel mercato del lavoro in Italia. Metti che tutte le persone “intervistate” per strada ripetano come una litania che “quelli bravi” non ce la faranno mai, che tanto è stato già tutto deciso, e che per fare carriera bisogna nascere signori.
E metti che, in studio, anche i politici si uniscano alla litania del “tanto se sei figlio di operai, operaio rimani…”. Ok, sarà pure vero. Ma a cosa servono i politici se ripetono in tv la chiacchera da bar? E non sarebbe lecito aspettarsi uno straccio di proposta, visto che amministrano il nostro consenso? Forse siamo complici anche “noi”, che andiamo perdendo la nostra anima politica e civile, e che ci lamentiamo senza più interessarci troppo a cosa ci accade sulla testa. Tanto è già tutto deciso…
Ma, a questo punto mi torna in mente quella scena (geniale) di “Ecce Bombo”, in cui il Nostro ascolta un discorso (da bar, per l’appunto): “Destra e sinistra, tutti uguali”. E, sbottando in una reazione violenta, urla nella notte: “Te lo meriti Alberto Sordiiiiii!!!!!!!”
postato da: margallo alle ore maggio 16, 2007 21:22 | Link | commenti (1)
categoria:
mercoledì, 02 maggio 2007
peter-sellers4Geniale ed istrionico artista. Ma, più semplicemente, un uomo che si è costantemente portato dietro tutte le sue contraddizioni. Richard Henry Sellers, (al secolo Peter) è stato sicuramente uno dei più grandi attori di tutti i tempi.
Nato a Southsea (Inghilterra) nel 1925, la sua esistenza è stata consacrata all’arte dell’intrattenimento. La forte figura materna (veniva da una famiglia di attori del varietà), l’esperienza nella RAF come caporale (da lì venne fuori il personaggio del Dottor Stranamore), gli inizi alla radio della BBC come mattatore e, poi, il grande salto verso il cinema.
E’ il 1963 quando il regista americano Blake Edwards convoca Sellers per affiancarlo a David Niven per la realizzazione di “The Pink Panther”.
Per caratterizzare Clouseau, il commissario protagonista del film , l’attore inglese crea  una maschera praticamente perfetta: pasticcione, imbranatissimo e capace di creare disastri unici.
Il film ebbe un successo così clamoroso (anche grazie alla memorabile colonna sonora di Henry Mancini)  che venne girato subito dopo un sequel dal titolo “Uno sparo nel buio”, dove il protagonista vero e proprio diventa Clouseau, ormai un personaggio che ha definitivamente conquistato l’affetto del pubblico.
Passeranno molti anni prima che si ricostituisca la coppia Edwards-Sellers, anche perché quest’ultimo non la diede vinta ai produttori della United Artists, intenti a sfruttare fino all’ultimo la ventata di grande successo che la saga della Pantera Rosa aveva ottenuto.

Il 1963 è anche l’anno di un'altra pellicola indimenticabile, realizzata al fianco di un’altra personalità geniale quanto poliedrica: quella di Stanley Kubrick. Con lui realizza "Il Dottor Stranamore"
Qui Sellers interpreta tre diversi personaggi:il capitano Lionel Mandrake, un sano, bene intenzionato ufficiale di collegamento britannico; Il presidente statunitense Merkin Muffley; Il dottor Stranamore

Sono anni intensi per Peter, nel frattempo ha divorziato dalla sua prima moglie Anne Howe per sposarsi con l’affascinante attrice svedese Britt Ekland, che fu testimone del suo primo attacco di cuore, che lo portò in fin di vita.
E’ difficile esprimere la complessità e la profondità di un attore come fu Peter Sellers, ma forse si intuiscono le ragioni di un uomo/bambino, intento a penetrare i suoi mille personaggi come fossero stati lui stesso e ad “inventare” costantemente per la gioia del suo pubblico. Il successo (e le logiche che ne derivavano) devono averlo logorato profondamente, come testimoniano il suo precario equilibrio familiare e le sue sofferte scelte artistiche. Fu, d’altro canto, una voce indipendente e originale in un nuovo modo di interpretare la comicità: sempre sul filo della malinconia.
Personalmente, apprezzo particolarmente uno dei suoi ultimi film: “Oltre il giardino”, film amaro e tenero allo stesso tempo girato con Hal Ashby. Il protagonista (una specie di Forrest Gump” di altri tempi) è interpretato da Sellers con una leggera vena autobiografica: è lui che affronta il mondo come fosse un giardino incantato, e che, come nel film, passeggia sulle acque come fosse un mago.

La vita e l’arte di questo grande del cinema sono state magistralmente riassunte in un avvincente film biografico (The life and death of Peter Sellers, tradotto orribilmente come "Una pantera ad Hollywood") che il regista Stephen Hopkins ha affidato all’attore Geoffrey Rush (che molti ricorderanno per la pluripremiata interpretazione di “Shine”) e che ben racconta soprattutto il suo tramonto, che lo porterà a morire a soli 54 anni per un secondo, fatale, attacco di cuore.


postato da: margallo alle ore maggio 02, 2007 23:38 | Link | commenti (1)
categoria:peter sellers