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33 anni, grafico editoriale. Romano d'adozione, si sposta con un'automobile che evoca gli anni di piombo ed è appassioanto di musica popolare brasiliana.

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venerdì, 30 maggio 2008


La cinematografia legata al tema radiofonico ha sfornato, nell’ultimo quarto di secolo, alcuni piccoli/grandi capolavori: si pensi a “Talk radio” di Oliver Stone, piuttosto che “Lavorare con lentezza”, una spassosa (quanto amara) ricostruzione degli anni d’oro di Radio Alice a Bologna.
Più raro è invece imbattersi in uno spettacolo teatrale che prenda la radio come pretesto per raccontare un’esistenza. E per risalire, con un fil rouge musical-esistenziale, al senso di una vita.
Lo fa con leggerezza, ma in modo originale e toccante, Tullio Solenghi, in questi giorni al Piccolo Eliseo di Roma con uno spettacolo davvero delizioso: “L’ultima radio”, un testo di Sabina Negri per la regia di Marcello Cotugno. Un monologo di un’ora e mezza che racconta nascita, ascesa e crisi di un uomo legato a doppio filo al mezzo radiofonico. La scoperta della Londra di fine ’70 (e della sua straordinaria scena musicale), il dramma della tossicodipendenza, tutto questo passa attraverso un sapiente alternarsi di spezzoni di vita vissuta e trasmissione (Solenghi recita ampi sprazzi in una saletta di plexiglass trasparente al cui interno sono posizionati un microfono, un giradischi e una moka con tanto di fornellino per le lunghe dirette notturne).
Dietro un’esistenza “media”, "non in un numero uno, piuttosto un numero 3833...", può celarsi un qualcosa di straordinario, e dai microfoni di un’anonima emittente di provincia (pur senza chiamarsi Peppino Impastato), con un vinile che “frigge” sul piatto si possono “toccare” parecchi cuori.
postato da: margallo alle ore maggio 30, 2008 23:56 | Link | commenti (1)
categoria:teatro, radio, solenghi
lunedì, 26 maggio 2008



Ed ecco che un altro weekend è scivolato via come nulla fosse.
Mare? No, grazie...passo in automobile già troppo e per una linguetta di spiaggia pseudo-ostiense non rinuncio al placido ozio domenicale.
Già che c'eravamo, comunque, abbiamo fatto una capatina al mercatino giapponese organizzato al Circolo degli Artisti. Uno strano insieme di cianfrusaglierie tipicamente nipponiche, katane minacciose, bento di Hello Kitty a tutto spiano, e poi servizietti da tè in ceramica scura. Un bel vedere, in mezzo a stuoli di freak e radical-chic accorsi da tutta la città.
M'adduormo che è già tardi, questa sera mi aiutano i Tortoise, gran bel disco TNT, è c'ha già 10 anni!
Ah! Dimenticavo...ma ci siete andati poi a fare una visitina a Bertoldo? Aspetto commenti...
postato da: margallo alle ore maggio 26, 2008 01:18 | Link | commenti
categoria:giappone, tortoise
lunedì, 19 maggio 2008


“...Toumani è alla pari di un Glenn Gould o di un Rostropovich – il genere di musicista che ti può capitare di incontrare solo una volta nell’arco di una vita...”  - Lucy Duran - BBC Radio 3

Maggio Sermonetano

Edizione numero tredici per il Maggio Sermonetano – Spettacoli in Strada, che anche nel 2008 si conferma tra le più interessanti manifestazioni del Lazio.  La rassegna, che si svolgerà nei week end tra l’11 e il 31 maggio nell’antico borgo medioevale di Sermoneta, riafferma anche quest'anno la sua peculiarità di festival dedito alla valorizzazione dell'alterità culturale. Apice artistico del “Maggio Sermonetano” sarà il concerto in esclusiva nazionale di Toumani Diabaté, il 23 maggio alle h 21:00, all'interno della suggestiva cornice dell’antico castello Caetani.

La musica per kora – antica arpa maliana a 21 corde – è  uno dei miracoli più intimi e stupefacenti dell’arte africana. Chiunque l’ascolti resta incantato. Toumani Diabaté ne è l’interprete più autorevole, e il suo nuovo disco per kora solo, “The Mandé Variation”, ne è l’espressione più perfetta e sofisticata.

Nato a Bamako, capitale del Mali, nel 1965, Toumani Diabaté è l’erede di una cultura orale che si tramanda da padre in figlio da 700 anni e 71 generazioni. Conosciuto sia per le sue straordinarie interpretazioni del repertorio tradizionale, sia per le significative collaborazioni trasversali - da Björk a Damon Albarn, da Taj Mahal ad Ali Farka Toure, da Roswell Rudd a Salif Keita - Toumani Diabaté è al suo decimo disco. Nel 2006 il maestro maliano ha vinto il Grammy Award come “Best Traditional Music Album” assieme allo scomparso Ali Farka Touré, con il loro In the “Heart of the Moon”. In Mali Toumani Diabaté è oggi il griot più rispettato e venerato, e si esibisce nelle occasioni ufficiali più importanti, come le visite dei rappresentanti dei governi stranieri.

“The Mandé Variation” per le visionarie interpretazioni di temi classici e le ardite improvvisazioni, segna il nuovo traguardo delle possibilità creative della kora, risultando uno dei più stupefacenti album di musica strumentale attualmente sul mercato. Prodotto dal team costituito da Nick Gold e Jerry Boys, esce per la World Circuit, la miglior etichetta di world music esistente, autentica garanzia di qualità sia dal punto di vista tecnico che artistico. L’unico concerto italiano del World Tour di Toumani Diabate, che si terrà il 23 maggio al castello Caetani di  Sermoneta, rappresenta quindi un evento unico e imperdibile. Da non perdere.

TOUMANI DIABATE
Concerto di kora solo

Venerdi 23 Maggio 2008 - h 21:00
Castello Caetani - Sermoneta ( LT )
 
Biglietto: euro 15

postato da: margallo alle ore maggio 19, 2008 13:38 | Link | commenti (1)
categoria:africa, kora
venerdì, 02 maggio 2008
Ricevo e volentieri inoltro l'invito ad una interessante mostra organologica sulla musica popolare calabrese, allestita nel Museo degli Strumenti Musicali a S.Croce in Gerusalemme.


postato da: margallo alle ore maggio 02, 2008 13:40 | Link | commenti (1)
categoria:calabria, musica popolare