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A ben pensarci, la festa e il tempo che le viene dedicato, hanno nelle nostre comunità un senso profondo. Marcano l'interruzione dei ritmi produttivi, il momento della trasgressione e della cerimonialità. Giusto ieri Gianluca Nicoletti, all'interno di Melog 2.0, il suo spazio quotidiano di riflessione su Radio 24, affrontava l'argomento, leggendo nel corpo della società italiana la tendenza a eccedere, a mostrare burinamente il proprio livello di ricchezza e di fasto, a perdere nel rito festivo (matrimoni, addi al celibato, festicciole inter nos, feste di paese, etc.) i rigidi lacci che il super-io ci impone.
Giusto in chiusura, Nicoletti ha trattato della rievocazione medievale Ius primae noctis che annualmente si svolge a Guardiagrele (Ch), graziosa cittadina che mi diede i natali.
Quale persona era più adatta al compito di rivelare al resto d'Italia i significati più reconditi della manifestazione, se non quella vecchia volpe di Fabio Di Cocco,attore e ideatore di Ius primae noctis insieme al Sindaco.
Qui potete scaricare l'intervista