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33 anni, grafico editoriale. Romano d'adozione, si sposta con un'automobile che evoca gli anni di piombo ed è appassioanto di musica popolare brasiliana.

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lunedì, 23 novembre 2009
Roth

Intervistato da Tommaso Debenedetti per Libero, Philip Roth critica apertamente  Obama: "Una grandissima delusione. Sono stato fra i primi a credere in lui, ad appoggiarlo, ma adesso devo confessare che mi è diventato perfino antipatico". Il problema, per Roth, è che il presidente non ha fatto "nulla di diverso da quello che la banale quotidianità del potere lo portava a fare".
Eppure fino a poco tempo fa il grande scrittore pensava che Obama avrebbe potuto “risvegliare l'America dal suo torpore”. Quali sono invece le ragioni di un tale disamore politico?
Probabilmente il fiato corto della sua politica in Afghanistan, piuttosto che aver escluso l'aborto dalle prestazioni coperte dall'assicurazione sanitaria per tutti.
Sul Corriere di oggi Pierluigi Battista riprende la notizia e ne approfitta per un confronto in casa nostra. Perchè in Italia non ci si confronta con la propria parte politica sulla base di prove empiriche? Perchè non si incalzano i propri rappresentanti con valutazioni razionali e legate ai problemi che la politica è chiamata a risolvere? Perchè troppo spesso si viene bollati come "terzisti"? Probabilmente perchè si guarda alla politica più come ad un atto di fede e ci si chiede troppo spesso “cui prodest?”, tracciando una linea netta che divide i buoni dai cattivi.
Forse perchè non esercitiamo abbastanza la facoltà della critica, legata ad una sana abitudine all'alternanza democratica, in cui “l'altro” è sempre e dogmaticamente dalla parte del torto.
Intanto, oltre alle critiche degli intellettuali, Obama riceve valutazioni severe anche da parte dell'informazione europea
. Der Spiegel, ad esempio, lo critica duramente per quanto riguarda il fallimento delle trattative sul vertice mondiale sul clima di Copenaghen (su cui la Presidenza americana ha grosse responsabilità), e sulla scarsa concretezza della sua missione diplomatica in Asia.
postato da: margallo alle ore novembre 23, 2009 20:08 | Link | commenti
categoria:politica, roth, obama
martedì, 03 novembre 2009

nicoletti moriggi

Un maestro della provocazione e un filosofo della scienza dialogano sul corpo, modificato da scienza e tecnologia. Mercoledi 4 novembre alle ore 18.00 al Museo di arte sacra San Giovanni de’ Fiorentini di Via Acciaioli 2 (Via Giulia) a Roma, in occasione dell’uscita del loro saggio, Stefano Moriggi e Gianluca Nicoletti, istigati da Edoardo Camurri, si confronteranno su Perche’ la tecnologia ci rende umani. La carne nelle sue riscritture sintetiche e digitali” (Sironi Editore 2009), con letture di Vincenzo Bocciarelli.
Un percorso che va dalle nuove “eternità sintetiche” alle reliquie digitali, dalle protesi fisiche a quelle emozionali, tra scienza ed etica, sacro e profano. Nel Museo dei Fiorentini sono conservati ed esposti resti di corpi santi, da secoli oggetto di devozione. E nello stesso luogo i due autori dialogheranno sulle ”reliquie contemporanee”, ovvero cio’ che resta del corpo modificato dalla tecnologia. Moriggi e Nicoletti - filosofo il primo, tra i pochi in Italia a non demonizzare la tecnica, e giornalista il secondo, cronista del mondo virtuale - presenteranno il loro libro confrontandosi su questioni che da sempre scandiscono la storia dell’uomo, ma che oggi devono essere nuovamente decifrate.

La notizia sul blog di Nicoletti


postato da: margallo alle ore novembre 03, 2009 20:04 | Link | commenti (2)
categoria:virtuale, nicoletti
martedì, 03 novembre 2009
Tallin
                                                                                                                                      Tallin
      
L'Estonia è il più settentrionale dei paesi baltici. E' incastrato tra Scandinavia e Russia, e ospita appena 1,3 milioni di abitanti, per la maggior parte residenti nella capitale, Tallin.

Dal 2004 è entrata a far parte della NATO e continua in vari modi a subire il peso della storia nei rapporti problematici con la Russia.
Il patto Ribbentropp-Molotov stipulato da Germania e Unione Sovietica nel 1939, prevedeva la non aggressione reciproca tra i due stati, ma provocò nell'immediato (anche) l'invasione, da parte dei russi, delle tre repubbliche baltiche.
Bisognerà giungere al crollo del muro a alla dissoluzione dei “blocchi” per l'indipendenza, che arriva nel 1991, insieme allo sviluppo economico, la tecnologia, le infrastrutture. Negli ultimi 7 anni il prodotto interno lordo ha avuto uno sviluppo medio del 7%. Nel frattempo si attende l'euro, che arriverà nel 2012.



Una data che molti estoni non dimenticheranno facilmente è il 27 aprile 2007.
Tutti i siti internet delle principali istituzioni (banche, compagnie di telecomunicazioni, giornali) sono attaccati da milioni di messaggi spam. I server vanno giù immediatamente. Per più di due settimane il paese, che ha un altissimo tasso di infrastutture informatiche, è paralizzato. Il danno è enorme, ma soprattutto l'azione, proveniente da migliaia di computer disseminati in mezzo mondo,  ha un potere dimostrativo enorme. E fa nascere qualche interrogativo sul livello della sicurezza informatica delle Reti. Al dominio dei territori fisici  si sovrappone quello del cyberspazio.

A due anni di distanza, si ignorano i responsabili dell'attacco. Ma i sospetti, quasi inevitabilmente, cadono sul Cremlino. L'azione è palesemente intimidatoria e rimarcherebbe ancora una volta l'antica sudditanza nei confronti della “madre” russa.

Ma c'è di più. L'anno scorso, un cittadino estone di 62 anni, Herman Simm, è stato condannato per spionaggio a favore di Mosca. Simm non è una spia qualsiasi: è stato per 5 anni presidente dell'Autorità per la Sicurezza Nazionale. Ha avuto per le mani tutti i documenti ufficiali, compresi quelli che riguardano il rapporto tra l'Estonia e i partner della NATO. Il fatto ha avuto inevitabili ripercussioni sui rapporti politici tra Estonia e Russia.
A questo punto, i paesi dell'alleanza atlantica hanno deciso di installare proprio a Tallin una struttura specializzata in difesa delle Reti. A un paio di kilometri dal centro storico della capitale, sorge il vero bastione a difesa del cyberspazio “occidentale”.
In un paese completamente saturo di wi-fi gratuito, cellulari utilizzati per pagare parcheggio e pranzo, dove Skype ha addirittura scelto di impiantare uno dei suoi quartier generali, la sicurezza informatica non è più un optional.

Fonti:

http://www.elpais.com/articulo/internacional/linea/Maginot/ciberguerra/elpepiint/20091102elpepiint_3/Tes
http://www.wired.com/politics/security/magazine/15-09/ff_estonia
postato da: margallo alle ore novembre 03, 2009 00:10 | Link | commenti
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