
Dopo un periodo di lunga inattività musicale, da qualche settimana a questa parte ho ripreso finalmente a battere il tempo coi piedi, contare battute e declinare accordi. Un po’ di ginnastica celebrale, innanzitutto. Poi, la scoperta di una nuova forma di libidine: suonare il basso.
Quest’estate, fatalmente ho imbracciato un bellissimo Precision (oltre che bello anche pesante come un accidente…) e ho provato il piacere di chi dà il ritmo senza suonare la batteria, con un lavoro “dietro le quinte”, che però presuppone una visione d’insieme di cosa si sta suonando.
Non a caso i bassisti sono spesso quasi “avvitati” al palco, concentratissimi e attenti a produrre con l’uomo dei tamburi una struttura ritmica e percussiva che guidi il resto del gruppo.
In questi giorni sto provando con alcuni amici “beatlesiani”, e c’è scappata già una versione shuffle di “Norwegian wood”, nonché un tentativo (su cui ancora lavorare) di proporre Lady Madonna.
Per ora continuo così…con i polpastrelli doloranti, con un orecchio a Jaco Pastorius e l’altro a Paul McCartney.
Da leggere:
Bill Milkowski
Jaco Pastorius
LA STRAORDINARIA E TRAGICA VITA DEL PIU' GRANDE BASSISTA DEL MONDO
Stampa Alternativa, 160 pag., 12€
categoria:basso, jaco pastorius, paul mccartney

