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33 anni, grafico editoriale. Romano d'adozione, si sposta con un'automobile che evoca gli anni di piombo ed è appassioanto di musica popolare brasiliana.

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lunedì, 11 agosto 2008


Le vie della musica sono infinite. Potrebbe suonare come una frase retorica, ma nella vita reale ha molte applicazioni. La musica crea legami forti, trasmette emozioni intense, e lega tantissimo le persone.
E' il caso di una bella serata come quella appena trascorsa: in piena Sabina, a Poggio Mirteto, ho “rincontrato” i cari amici dei Discanto, formazione legata da anni alla ricerca e alla sperimentazione attorno alla musica popolare: dalle melodie della valle peligna, terra d'origine di Michele Avolio (voce e leader del gruppo), si arriva ai colori balcanici di “Mare maje”, toccando nelle varie divagazioni musicali molte sonorità del contesto mediterraneo. Come ricorda Michele durante il concerto, in Abruzzo esistono varie influenze motivate dalle diverse dominazioni: normanni, saraceni, spagnoli, Borboni.
Per cui, è naturale che oltre alle storie si intreccino anche i dialetti, le calate, gli accenti. Fa un po' strano essere qui, dall'altra parte dell'Appennino, ai piedi del Terminillo, e ascoltare una canzone col tipico dialetto del vastese, con il pubblico attento e concentrato. Anche qui...potere della musica!

L'occasione per questo (ed altri concerti) è stata quella del Festival delle Province, progetto che da giugno a settembre mette in rete la bellezza di 13 province e 55 comuni per una serie di eventi culturali (musica, teatro, arte) che abbiano in sé una forte identità territoriale. Il “gioco”, e la scommessa, sono proprio quelli di delocalizzare, proponendo un artista e il suo “territorio” da un'altra parte. Questo è accaduto anche agli stessi Discanto, protagonisti dell'apertura del Festival della Taranta. il 7 agosto a Corigliano d’Otranto.
“Nonostante non proponessimo pizzica”, testimonia Michele, “abbiamo ricevuto un'ottima accoglienza”. Questo per dire che il principio de “mogli e buoi dei paesi tuoi”, per fortuna non vale anche nella musica.
Mi viene in mente una frase del grande Gilberto Gil, appena dimesso dalla carica di Ministro della Cultura del governo Lula: “The music of the world is much more than world music”. Tanto per dire che le musiche non sono solo il risultato della loro somma, ma interagiscono, lavorano assieme, si moltiplicano.
L'occasione del concerto a Poggio è stata anche quella di ascoltare i brani dell'ultima fatica del gruppo: “Ride la luna”, disco ancora tutto da ascoltare e su cui non mancherò di tornare in seguito.

I Discanto sono:

Michele Avolio – voce, chitarra, bouzouki
Germana Rossi – violino, fisarmonica, percussioni e voce
Sara Ciancone - violoncello, percussioni e cori
Antonello Di Matteo – zampogna, clarinetto, flauti, fisarmonica e organetto
Doriana Legge - voce e chitarra acustica

postato da: margallo alle ore agosto 11, 2008 13:31 | Link | commenti
categoria:musica popolare
venerdì, 02 maggio 2008
Ricevo e volentieri inoltro l'invito ad una interessante mostra organologica sulla musica popolare calabrese, allestita nel Museo degli Strumenti Musicali a S.Croce in Gerusalemme.


postato da: margallo alle ore maggio 02, 2008 13:40 | Link | commenti (1)
categoria:calabria, musica popolare
venerdì, 28 dicembre 2007


discantoL'anno si conclude in musica dalle parti di Villavallelonga (AQ) in occasione del concerto con cui i Discanto presentano la loro ultima fatica discografica "Ride la luna".

Si tratta di un cd che contiene 15 canti della tradizione popolare abruzzese rielaborati dai DisCanto, più una registrazione del corteo di S. Antonio a Villavallelonga del gennaio scorso.
 
Al concerto prenderanno parte:
 
Michele Avolio (voce, bouzouki, chitarra e percussioni)
Sara Ciancone (violoncello, cori e percussioni)
Antonello Di Matteo (zampogna, clarinetto, flauti, fisarmonica)
Doriana Legge (voce e chitarra)
Germana Rossi (fisarmonica, violino, percussioni e voce)
 
sarà ospite Maria Laura Pierbattista (voce) che ha anche registrato le
due canzoni raccolte a Villavallelonga  nel CD "Ride la luna".


30 dicembre, ore 17,00
Sala Polifunzionale del Comune
Villavallelonga (AQ)

postato da: margallo alle ore dicembre 28, 2007 11:44 | Link | commenti
categoria:musica popolare
sabato, 19 agosto 2006

alfio anticoE' una sera di agosto afosa e senza vento, anche nel piccolo borgo di Pettorano sul Gizio (Aq), nel cuore della valle peligna, sul cui promontorio svetta l'imponente fortificazione medioevale.
E' proprio in questi luoghi che il percussionista siciliano Alfio Antico conclude con il suo concerto la rassegna “Etnica in piazza”.

Affiancato da validissimi compagni di viaggio (Alessandro Moretti alla fisarmonica e Amedeo Ronga al contrabbasso), Antico costruisce il suo concerto sotto forma di narrazione. La sua voce, di rara intensità espressiva, canta quelli che sono i suoi paesaggi. Nato a Lentini, terra di origine greca e di ricchissima tradizione culturale, Alfio è vissuto fino ai 18 anni tra le montagne siracusane facendo il pastore, ed è lì, in una vita non certo facile (ripete spesso nel suo italiano laconico “era un'altra civiltà...”) ma impregnata di favole, di miti e leggende contadine che porterà per sempre nella sua “anima ngigniusa”.
Il repertorio del suo trio abbraccia diversi suoi lavori, tra cui il riuscitissimo “Supra mari”, album in cui ha unito le sonorità degli strumenti medioevali (vielle, ciaramelle) alla sua espressività vocale.

Inevitabile parlare, poi, del suo linguaggio. Una mistura di italiano e siracusano, una lingua levigata da anni di dura vita pastorale e, poi, dal contatto con i più grandi artisti della musica e del teatro italiano (solo per citarne alcuni : Musicanova, Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Nuova Compagnia di Canto Popolare).
Racconta Michele Avolio, amico di Alfio
e direttore artistico della rassegna: “Quando lo conobbi nel 1978, non parlava ancora in italiano. Ai tempi collaborava con la formazione di Eugenio Bennato ed iniziava ad esprimere la sua arte”.

Tra un pezzo e l'altro dà anche brevi estratti della sua particolare filosofia di vita. Contrario a qualsiasi etichetta o cartà d'identità della musica “Tutti parlano di tradizione ma nessuno mi ha mai insegnato la tradizione...” Parla a più riprese anche dell'amore per i propri tamburi (ne ha oltre 70 e se li è costruiti tutti da solo). Racconta di un setaccio per le olive dei suoi nonni, che si era rotto ed era rimasto attaccato al muro per anni. Decide di aggiungerci una pelle ed il gioco è fatto “Ora è una cosa viva...”
Scivoliamo piano verso la fine del concerto, sul palco improvvisano una pizzica, e qualche ragazza asseconda il ritmo lanciandosi in danze senza tempo.

Il sito ufficiale di Alfio Antico

postato da: margallo alle ore agosto 19, 2006 18:00 | Link | commenti (2)
categoria:musica, musica popolare