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33 anni, grafico editoriale. Romano d'adozione, si sposta con un'automobile che evoca gli anni di piombo ed è appassioanto di musica popolare brasiliana.

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martedì, 13 novembre 2007
wyattNe “La banda dei brocchi” di Jonatahan Coe viene data una bella definizione degli anni ’70. Sono stati “anni marroni”, prima con le lotte sociali, poi con il riflusso da benessere post-industriale. Ma sono stati, soprattutto, anni di rara intensità creativa a livello musicale.
Non a caso il titolo del libro richiama ad un album degli Hatfield and the north, gruppo fondato da Richard Sinclair, tastierista dei Caravan.
Robert Wyatt è famoso ai più per aver fondato la gloriosa formazione dei Soft Machine, una delle stelle nei cieli del rock cosiddetto "di Canterbury”. Dal giorno in cui rimase paralizzato dalla vita in giù per un brutto incidente, non ha mai smesso di confezionare piccoli capolavori di musica “artigianale”. La sua voce sottile ed espressiva ricama melodie senza tempo, e da qualche settimana possiamo ascoltare il suo nuovo album, Comicopera.
Insieme a vecchi “lupi di mare” (Brian Eno, Paul Weller, Jan Garbarek) e musicisti da tutto il mondo (Israele, Spagna, Inghilterra, Norvegia, Cuba, Brasile e Colombia) tesse una tela fatta da mille strumenti e strumentini. Si va dai toni da ballata jazzy di “Just as you are”, fino alla cover di “Hasta siempre Comandante”, in un viaggio di suoni e colori.


postato da: margallo alle ore novembre 13, 2007 00:13 | Link | commenti
categoria:canterbury, robert wyatt